Il processo di conversione

Gesù è disposto ad accompagnarci di persona fino all’Emmaus dei nostri capricci, per riportarci alla Gerusalemme della fedeltà.

19 aprile – III Domenica di Pasqua

La vita spirituale è un processo. Nessuno si santifica da un giorno all’altro e nessuno cade in disgrazia dall’oggi al domani; tutto avviene passo dopo passo, sia per salire che per scendere, perché questa è la via normale nello stato di prova in cui ci troviamo su questa terra.

Così è stato per i discepoli di Emmaus, che attraversarono un processo di conversione guidato con sapienza e delicatezza da Nostro Signore Gesù Cristo lungo il cammino percorso insieme a Lui. Anche noi siamo accompagnati da Gesù in determinati momenti della nostra esistenza. Ed Egli è disposto a venire con noi fino all’Emmaus dei nostri capricci, per ricondurci alla Gerusalemme della fedeltà.

Il Vangelo non nasconde che quei due discepoli partivano tristi per Emmaus, il loro villaggio. Dopo alcuni anni in cui erano stati invitati a elevarsi ben al di sopra dei modesti orizzonti di un comune israelita, questo significava un ritorno alla mediocrità. Lungo la strada conversavano e discutevano, cercando di armonizzare i terribili avvenimenti della Passione con l’idea mondana che avevano del Messia. E non ci riuscivano, perché la loro mentalità era sbagliata, il loro itinerario era errato.

Anche fisicamente stavano percorrendo la strada opposta a quella del Messia, che concepì la sua vita pubblica come un lungo viaggio verso la Città Santa, dove avrebbe portato a compimento la sua missione redentrice: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme» (Lc 9, 51). Tuttavia, nel bel mezzo della strada dello sconforto, fu Nostro Signore in persona ad andare loro incontro.

Primo nell’intenzione, ultimo nell’azione. L’intenzione più profonda del Divin Maestro era la conversione di quei discepoli, preparata lungo il cammino attraverso la Sua compagnia e compiuta con la ricezione della Santa Eucaristia: «Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane» (Lc 24, 35).

Ma San Luca si stava riferendo davvero alla Sacra Eucaristia? Si tratta di una questione molto dibattuta tra gli esegeti nel corso della Storia e ancora oggi.1 Tuttavia, per quanto riguarda l’espressione «spezzare il pane», occorre notare che le parole del testo originale greco sono identiche a quelle usate dallo stesso Evangelista per riferirsi alla Celebrazione Eucaristica in vari passi degli Atti degli Apostoli.2 Per questo motivo, e nonostante l’opinione contraria di illustri commentatori,3 è legittimo supporre, sulla base dell’esegesi attuale, che Gesù abbia celebrato l’Eucaristia con i due discepoli. Ed è stata proprio quella Sacra Comunione ad operare in loro una trasformazione radicale: da scettici, divennero credenti, da timorosi passarono a essere coraggiosi.4

E io? Mi trovo in un processo di conversione a Dio o di allontanamento da Lui? So riconoscere Gesù che cammina al mio fianco e mi spiega la Sacra Scrittura? O anch’io sono “cieco”? Quale percorso sto facendo nella mia vita? Mi sto dirigendo verso Gerusalemme o verso Emmaus? Chiediamo a Maria Santissima di non permettere che ci smarriamo sulla strada della nostra salvezza. 

 

Note


1 Cfr. CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Uno dei più bei convivi della Storia. In: L’inedito sui Vangeli: Città del Vaticano-Roma: LEV; Araldi del Vangelo, 2013, vol.I, pp.306-307.

2 Cfr. At 2, 42.46; 20, 7.11; 27, 35. A questo proposito, si veda: CRIMELLA, Matteo. Luca. Introduzione, traduzione e commento. Cinisello Balsamo: San Paolo, 2015, p.372.

3 Ad esempio: RICCIOTTI, Giuseppe. Vita di Gesù Cristo. Cles: Mondadori, 2008, p.710.

4 Cfr. RODRÍGUEZ, SJ, Alonso. Ejercicio de perfección y virtudes cristianas. 3.ed. Madrid: Testimonio, 1995, p.1150.

 

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