Il vero abbandono nelle mani di Dio

Se la guarigione di Lazzaro fosse dipesa da noi, avremmo agito come il Signore? Certamente no, e tutto si sarebbe svolto in modo meno glorioso!

22 marzo – V Domenica di Quaresima

Se avessimo la possibilità di riscrivere la Storia, sarebbe analoga a quella che fu scritta da Dio? Probabilmente no, perché Egli ha disegni insondabili che spesso risultano di difficile comprensione per la nostra limitata intelligenza… Quante volte abbiamo sentito il proverbio che dice: «Dio scrive dritto su righe storte»? In realtà, il Signore scrive sempre dritto su righe dritte; siamo noi che vediamo storto. Tutto ciò che Egli fa, per quanto possa sembrare incomprensibile a prima vista, nasconde meraviglie della sua infinita sapienza.

Un esempio di questa realtà lo troviamo nel Vangelo di questa 5a Domenica di Quaresima, in cui viene raccontato il più grande miracolo, dopo la sua stessa Resurrezione, compiuto da Nostro Signore: la resurrezione di Lazzaro. Se ci fosse stata concessa la grazia di essere presenti a quel sublime evento con la possibilità di riviverlo a modo nostro, senza dubbio le cose sarebbero andate in maniera molto meno gloriosa.

Immaginiamo l’afflizione di Marta e Maria nel vedere avvicinarsi la morte del loro fratello malato e, dopo aver chiamato Nostro Signore, nel veder passare dei giorni senza che il Maestro accorresse. Quanti sconosciuti venivano guariti da Gesù, e inspiegabilmente Egli Si rifiutava di assistere uno dei suoi migliori amici… Se avessimo potuto dare una direzione agli eventi, con ogni probabilità il Redentore lo avrebbe guarito a distanza o, almeno, Si sarebbe affrettato a raggiungerlo.

Non fu così. Gesù lasciò passare i giorni e aspettò che il suo amico morisse, non perché lo disprezzasse, ma per avere la possibilità di manifestare la pienezza del suo amore per lui. A Lazzaro non era riservato solo un miracolo, ma il più grande dei miracoli: il Salvatore lo avrebbe risvegliato dal sonno della morte dopo quattro giorni, manifestando come mai prima la sua divinità.

Questa attitudine di Nostro Signore si ripete frequentemente nella nostra vita. In molte occasioni gli avvenimenti non seguono la direzione che ci aspettiamo, e talvolta vanno addirittura in direzione diametralmente opposta. Come reagisco di fronte a queste avversità? Accetto con entusiasmo il disegno di Dio, o il mio atteggiamento è di ribellione perché Egli non fa la mia volontà?

L’umanità odierna vive lontana dal Signore, e per questo risulta sempre più difficile conformarsi ai Suoi disegni. Quante patologie contemporanee troverebbero la loro cura se semplicemente le persone accettassero con amore la volontà divina? Le meraviglie che Dio riserva a ciascuno di noi sono straordinarie, ma non sempre sono in sintonia con i nostri desideri imperfetti, frutto di una volontà disordinata.

Per realizzare davvero la nostra vocazione, dobbiamo avere l’umiltà di accettare il disegno che viene dall’Alto e che ci riguarda, e non cercare di compiere ciò che concepiamo secondo i nostri criteri. Agendo così, saremo veramente nelle mani di Dio e avremo trovato la via della vera felicità. 

 

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