18 gennaio – II Domenica del Tempo Ordinario
Il Discepolo Amato racconta che, vedendo Gesù avvicinarSi, San Giovanni Battista disse ai suoi discepoli, colmo di gioia interiore: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). E subito aggiunse: «Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me» (Gv 1, 30).
In queste parole del Precursore si manifesta la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo perché, da un lato indicano che Egli viene a perdonare i peccati – e per il popolo ebraico dell’epoca era chiaro che solo Dio lo può fare – e, dall’altro che Egli esiste da tutta l’eternità, nozione di difficile comprensione per la nostra mentalità cronologica.
Queste considerazioni ci aiutano a educarci e a crescere nella nostra fede.
Nel brano seguente, il Battista ci rivela il mistero della Santissima Trinità – per il quale affermiamo che esiste un solo Dio in Tre Persone – e quello dell’Incarnazione, i due misteri più grandi della nostra santa religione. Non li comprendiamo per il semplice motivo che, senza l’ausilio soprannaturale della fede, grazie alla quale crediamo in queste verità sublimi, se non ci fossero stati rivelati, non saremmo mai riusciti a conoscerli.
Ecco le parole con cui il Vangelo di San Giovanni presenta questa rivelazione: «Io non Lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua [il Padre] mi aveva detto: ‘L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito [lo Spirito Santo] è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio [il Figlio]» (1, 33-34).
Quanta meraviglia il Precursore ha visto e compreso! Ma questo mistero – se saremo fedeli a Dio, se corrisponderemo alla grazia e se ci salveremo – potremo contemplarLo anche noi per tutta l’eternità.
Tra le Tre Persone della Santissima Trinità esiste una relazione che costituisce la vita eterna stessa di Dio, così straordinaria, sublime e ricca che di essa non riusciamo a farcene una idea: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2, 9). Tuttavia, per mezzo della grazia possiamo partecipare a questa vita divina già durante la nostra esistenza terrena, perseverando nel cammino della Fede e nella pratica della virtù, fino a quando essa sboccerà in pienezza, per sempre, in Cielo.
La lettura del Vangelo della 2a Domenica del Tempo Ordinario ci aiuta a ricordare questi eminentissimi misteri e ad elevare ad essi le nostre anime.
Sforziamoci, durante il nostro pellegrinaggio terreno, di custodire con cura la nostra fede, di vivere in modo coerente con essa, di alimentarla adeguatamente con la preghiera e i Sacramenti, così da meritare la beatitudine eterna, dove potremo vedere faccia a faccia il Dio uno e trino. ◊

