1° marzo – II Domenica di Quaresima
Tre Apostoli e due profeti davanti a Dio fatto Uomo, che in cima al Monte Tabor Si mostra in tutto il suo splendore. Ecco la scena grandiosa e sublime della Trasfigurazione! Uno spettacolo incommensurabile, che ebbe come testimoni terreni Pietro, Giacomo e Giovanni, e come rappresentanti dei beati i grandi Mosè ed Elia: «E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17, 2).
In mezzo a questa visione sublime e irresistibilmente attratto da essa, l’impetuoso Pietro esclama: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia» (Mt 17, 4). Ma subito si fece sentire la voce del Padre che trasformò il coraggio del Principe degli Apostoli in dubbio e timore, vedendo vanificati i suoi piani tanto umani quanto lontani dalla volontà divina.
Cadendo quindi con il volto a terra, e così prostrato accanto ai «figli del tuono» (Mc 3, 17), egli deve aver ricordato nel profondo del suo cuore la reprimenda del Maestro: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mc 8, 33). Il timore invase allora l’anima di Pietro, come quella dei figli di Zebedeo, fino al momento in cui Nostro Signore disse loro: «Alzatevi e non temete» (Mt 17, 7).
In realtà, non era la prima volta che il timore pervadeva l’animo degli Apostoli. Ricordiamo, tra le altre, la traversata del lago di Genesaret, quando tremarono vedendo il Divin Maestro camminare sulle acque mentre cercava di rassicurarli dicendo: «Coraggio, sono io, non temete!» (Mc 6, 50).
Perché tremare davanti a Colui che tanto li amava e che era venuto per salvarli, promettendo loro il suo stesso Regno?
Perché, come Pietro, gli altri Apostoli cercavano ancora il Signore e il suo Regno nel mondo esterno, nelle glorie mondane e nelle preoccupazioni materiali, quando avrebbero dovuto cercarlo nelle loro stesse anime: «il regno di Dio è in mezzo a voi» (Lc 17, 21).
In effetti, ogni volta che qualcuno si lascia abbattere dalla sventura permettendo che la paura e la mancanza di fiducia in Dio invadano la sua anima, è perché, come un altro Simon Pietro, egli ha tolto Nostro Signore dal centro, per costruire le “capanne” dell’egoismo, del capriccio e dell’ambizione.
Gesù Cristo non aveva bisogno delle tre capanne di Pietro, perché i templi che Egli cercava erano già lì: erano gli stessi Apostoli! Cosa desiderava allora il Salvatore? Solo abitare nelle loro anime, affinché essi diventassero suoi strumenti per l’instaurazione della sua alleanza eterna, così come un tempo Dio aveva stabilito, per mezzo di Mosè, l’Arca dell’Alleanza nella Tenda del Convegno.
Spetta a noi chiederci: preferisco costruire la mia capanna in questo mondo o essere un tempio in cui Dio possa abitare? ◊

