6 gennaio – Solennità dell’Epifania del Signore
Chi si avvicina alla città di Colonia, in Germania, scorge subito le torri della sua cattedrale, che sembrano sfidare i venti e le tempeste che si abbattono su di esse da secoli. Contemplandole, verrebbe quasi voglia di chiedere loro: «Chi vi ha rese così robuste e slanciate? A quali fatti memorabili avete assistito? Quali Santi e quali peccatori avete ospitato tra le vostre sacre mura?». Se fosse dato loro di parlare, probabilmente ci risponderebbero: «Abbiamo davvero molto da raccontarvi, ma non sarebbe nulla in confronto a ciò che possono raccontarvi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, che riposano all’interno della cattedrale. Noi abbiamo quasi toccato il cielo, ma loro hanno realmente toccato il Re dei Cieli! È a loro che dovete chiedere: ‘Raccontateci la vostra storia!’».
Forse i Re Magi risponderebbero alla nostra supplica con una sola frase: «Rispondere alla chiamata di Dio è sempre un’avventura, ma vale la pena correre il rischio!». In effetti, questa significativa affermazione, attribuita a Santa Teresa Benedetta della Croce, potrebbe benissimo riassumere le loro vite. Analizziamo i tre elementi che la compongono.
Primo: Dio chiama. Nel caso dei Re d’Oriente, tale chiamata non avvenne mediante l’apparizione di un Angelo né attraverso una locuzione divina, ma in forma discreta e delicata: una stella apparve nel cielo. Per loro, però, era tutto chiaro. Il Signore voleva che seguissero quel misterioso astro, perché li avrebbe condotti nel luogo in cui era nato un altro Re. Quanto pronta e fedele fu la risposta dei Magi all’invito divino! Essi sono un perfetto modello di docilità alla grazia, perché ci mostrano quanto dobbiamo essere attenti ai segni dell’Alto e quanto dobbiamo essere flessibili ai piani del Padre Celeste, anche senza conoscerli interamente.
Secondo: ci sono dei rischi. Erano consapevoli dei pericoli del viaggio? Certamente sì. Ma nessun ostacolo è insormontabile per chi si è reso schiavo della grazia. Né le asperità del deserto, né il lungo viaggio in carovana attraverso luoghi pericolosi, né tantomeno la perfidia di Erode o l’ipocrisia dei farisei e degli scribi riuscirono a distoglierli dal cammino che li avrebbe condotti al vero Re.
Terzo: ne vale la pena. Quando giunsero davanti al Bambino Gesù, alla sua Santissima Madre e a San Giuseppe, poterono esclamare a ragione: «Ne è valsa la pena!» Cosa sono i pericoli, le prove e le sofferenze se comparati alla ricompensa di contemplare Dio stesso?
In questa Solennità dell’Epifania, i Re Magi ci ricordano che, in certi momenti della nostra vita, Dio chiama anche noi. Questa chiamata può richiedere da parte nostra determinate rinunce e, allo stesso tempo, la disponibilità a lanciarci in una santa avventura. Ci saranno rischi, ci saranno perplessità, ci saranno sofferenze. Tuttavia, quando il demonio vorrà farci desistere dal nostro “pericoloso viaggio”, ricordiamoci che ne vale la pena! Quando arriveremo in Cielo, il Bambino Gesù ci accoglierà a braccia aperte, come un tempo accolse i Re d’Oriente. ◊

