L’uomo si dona interamente per amore, e si dona nella misura in cui ama: si dona, quindi, completamente a Dio quando ama sopra ogni cosa la Sua divina bontà; e dopo essersi donato in tal modo non deve amare nulla che possa rubare a Dio il suo cuore. Ora, non c’è nessun amore che rubi il nostro cuore a Dio, se non quello che Gli è contrario. […]
È certo che in Paradiso Dio ci darà tutto Se stesso, e non solo una parte, perché il Signore non ammette divisioni; ma Si donerà a noi in modi diversi e con tante differenze quanti saranno i beati; e deve essere così, perché donandoSi tutto a tutti e tutto a ciascuno, non Si darà mai totalmente né a uno in particolare, né a tutti in generale. […]
Tutti i veri amanti si somigliano, perché danno tutto il loro cuore a Dio con tutte le loro forze, ma sono differenti perché Glielo danno in modo diverso; tutti danno tutto il cuore con tutte le loro forze, ma alcuni lo fanno più perfettamente di altri. Alcuni donano tutto il loro amore a Dio attraverso il martirio, altri attraverso la verginità, altri attraverso la povertà, altri attraverso l’azione, altri attraverso la contemplazione, altri attraverso l’esercizio pastorale; tutti Glielo donano mediante l’osservanza dei Comandamenti, nonostante alcuni lo facciano con maggiore perfezione rispetto ad altri.
Pertanto, la valutazione dell’amore che dedichiamo a Dio dipende dall’eminenza e dall’eccellenza del motivo per cui Lo amiamo; Lo amiamo in virtù della Sua infinita bontà come Dio e perché è Dio.
SAN FRANCESCO DI SALES.
Traité de L’Amour de Dieu. In: Œuvres. Annecy:
Imprimerie J. Niérat, 1894, pp. 89-91

