Virtù antagoniste o complementari?

Mentre la verginità, così delicata, è solitamente associata alla fragilità, la combattività rimanda alle avversità, spesso brutali. Sarebbero, quindi, virtù contraddittorie, se una stessa persona, attraverso la santità, non le avesse riunite in sé, divenendo il paradigma di entrambe.

Nata pastorella in una città sconosciuta di una regione considerata secondaria, Santa Giovanna d’Arco fu profetessa, vergine, regina, guerriera e martire. E per colmarla della gloria di assomigliare a Lui, Nostro Signore volle che la Pucelle subisse diffamazioni e tradimenti da parte del clero del suo tempo, dei nobili della sua nazione e del popolo che era venuta a salvare.

I secoli, tuttavia, le hanno reso giustizia e, dall’alto del firmamento al quale lo splendore della sua santità l’ha innalzata, ha potuto vedere i suoi avversari venire spazzati via dalla Storia e sepolti, alcuni nell’oblio e altri nell’infamia. Alla fine, San Pio X ha riconosciuto l’eroicità delle sue virtù, elevandola agli onori degli altari.

*     *     *

La santa pastorella, nella sua verginale e incantevole debolezza, fu chiamata a vivere in un ambiente militare in cui, purtroppo, il linguaggio era troppo spesso impuro e le cattive presenze si facevano notare. Tuttavia, ella risplendeva in quel contesto come una candela di cera purissima in piena notte. Si ha l’impressione che dalla sua figura si sprigioni un bagliore come di neve colpita dal sole, quasi accecante. Secondo testimonianze dell’epoca, irradiava una tale verginità che la sua semplice vicinanza facilitava la salvaguardia della castità.

Delicata come un fiore, era però intollerante verso qualsiasi tipo di peccato e di vizio: la vergine di Orléans entrò a far parte della schiera delle anime incontaminate, nelle quali non vi fu mai alcuna transigenza, connivenza o complicità con il male. Infatti, l’unica forma di castità autentica è quella che disprezza e rigetta l’impurità; altrimenti, essa si rivela presto falsa ed effimera.

*     *     *

La sua delicatezza verginale, però, sembrava destinata a vivere in contraddizione.

Infatti, una delle attività più intense che l’uomo possa esercitare è senza dubbio il combattimento, che richiede il massimo grado di agilità e di forza, fisica e soprattutto morale. È necessario far valere i diritti di Dio e della giustizia, raddoppiando il vigore impiegato dal male per poterlo alla fine sconfiggere. Così, la fragilità si presenta incompatibile con lo stato di guerriero.

Ora, di Santa Giovanna d’Arco la Storia narra imprese d’armi ritenute impossibili. In lei l’eroismo militare brillò di uno splendore straordinario, perché era unito all’innocenza: mostrò fierezza tra i suoi, fierezza sul campo di battaglia, fierezza di fronte al nemico, fierezza, infine, davanti al tribunale del tradimento durante gli interrogatori dei suoi giudici infami. Si tratta della fierezza portata al massimo grado possibile.

Così, in lei troviamo la vergine fragile, pastorella e guerriera, che cambia il corso della Storia dell’Europa per realizzare i piani di Dio e salvare la Francia.

*     *     *

Come risolvere, allora, l’apparente contraddizione derivante dal fatto che la combattività si presenti spesso come sinonimo di brutalità e la purezza come compagna della debolezza?

In Santa Giovanna d’Arco vive tutto l’ideale guerriero del Medioevo, così come l’ideale della vergine cristiana. È contrario alla fragilità di una vergine l’essere guerriera, ma quando si tratta di una verginità illibata, questa conferisce alla donna una tale forza che, senza renderla mascolina, la equipara all’uomo nella capacità di contrastare il male e di eseguire i disegni divini.

Prima Comunione di Santa Giovanna d’Arco – Basilica di Bois-Chenu, Domrémy-la-Pucelle (Francia)

Nella liberatrice della Francia la verginità, essendo legata all’eroismo del fuoco e del sangue, attira l’attenzione dell’immaginazione e dei sensi più di qualsiasi altra forma di verginità; d’altra parte, essa si alleò alla debolezza femminile e alle armi per conferire alla condizione militare uno splendore completamente nuovo. Tra le macerie, la polvere e il fumo, la corazza faceva risplendere la sua purezza in modo speciale durante il combattimento, perché ella visse illibata in mezzo agli uomini.

Santa Giovanna d’Arco è l’esempio della vergine cattolica, così casta da poter convivere in quell’ambiente senza contaminarsi e poté essere guerriera – funzione specifica dell’uomo – conservandosi vergine e femminile, avvolta da quella verginità color perla, ma pugnace, coraggiosa, audace e sicura di sé, che riduce l’impurità allo stato di viltà. Di fronte a una persona come lei, l’impudicizia ha la stessa possibilità di resistenza di un tumore di fronte al bisturi del medico.

La sua verginale fortezza proclama, dall’alto del Cielo dove ora si trova, che la purezza è autentica solo quando è capace di lottare con tutto l’ardore, e che solo l’anima pura è capace di vera combattività.

La santità è una, e in essa non può esistere una virtù senza le altre… 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Altro dall'autore

Articoli correlati