Cosa c’è di più desiderabile sulla terra di questa unione?

Come parlerò ora dell’intimità tra Teresa e Celina?… Come?… “È un giardino chiuso”; stavo per aggiungere: “una fonte sigillata” (cfr. Ct 4, 12), ma la fonte non era sigillata, sgorgava: dai nostri cuori scaturivano “fiumi di acqua viva” (cfr. Gv 7, 38) che si riversavano all’esterno, conducendo le nostre anime a Gesù, l’Oceano divino… […]

La nostra unione di anime è diventata così intima che non tenterò nemmeno di descriverla con un linguaggio terreno, perché ciò significherebbe snaturarla. Questo fiore è il segreto del “giardino chiuso” di cui solo Gesù, l’unico Amato dei nostri cuori, conosce le fragranze profumate…

Tuttavia, non è nella natura dell’amore rimanere inattivo; per questo, la fonte di questo giardino “chiuso” fu, come ho detto poco fa, “aperta” all’ardore dell’amore, un ardore impetuoso che divorava i nostri cuori… […]

[Il cuore di Teresa] si aprì completamente a me, e risale a quest’epoca la nostra immensa intimità che, come lei diceva, non era più una semplice unione, ma piuttosto un’unità… Le piaceva ripetermi che noi avevamo un’unica anima per noi due. […]

Ho goduto di una felicità di cui sento ancora la dolcezza, ho usufruito delle dolcezze dell’unione più perfetta. Cosa può esserci di più desiderabile sulla terra? Sì, tutte le felicità impallidiscono di fronte all’unione dei cuori; accanto ad essa, la fortuna, gli onori e la salute svaniscono e hanno valore solo se la prendono come regina.

MARTIN, OCD, Celina.
Autobiographie de la sœur et novice
de la Petite Thérèse.
Toulouse:
Éditions du Carmel: 2022, pp.90-95

 

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