Madre e protettrice sempre premurosa

Il sostegno durante una grave malattia, l’aiuto a due pescatori in difficoltà e la soluzione a intricati problemi familiari dimostrano come Donna Lucilia sia sempre pronta ad aiutare coloro che si rivolgono a lei, sia nelle grandi che nelle piccole difficoltà.

Le Sacre Scritture narrano che, perseguitato dall’empia Gezabele, Elia fuggì sulla cima dell’Oreb, la montagna di Dio, dove trascorse la notte in una grotta. Lì gli fu rivolta la parola divina: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore» (1 Re 19, 11). L’Onnipotente, tuttavia, Si manifestò nel «mormorio di un vento leggero» (1 Re 19, 12), e non nel fragore di un vento impetuoso, né in un terremoto o in un fuoco divorante.

Non è forse vero che anche noi dobbiamo avere delicatezza d’animo per percepire la voce di Dio che ci parla, o il soccorso che Egli ci invia dall’Alto attraverso interventi opportuni, sottili ausilii, piccole consolazioni?

A questo proposito, offriamo ai nostri lettori tre racconti nei quali l’efficace azione celeste si manifesta soavemente, attraverso l’intervento di Donna Lucilia. Che questi esempi ci aiutino a crescere nella fiducia in Dio, che non abbandona coloro che ricorrono all’intercessione di questa madre benevola.

Una richiesta prontamente esaudita

La sig.ra Thainara Adão, di Joinville (Brasile), ci invia un racconto commovente sulla protezione di Donna Lucilia, che l’ha sostenuta in una fase della sua vita segnata da grandi sofferenze e apprensioni.

La sig.ra Thainara con sua figlia, in ospedale

Nel 2022, desiderosa di diventare madre e molto rattristata dopo alcuni mesi di insuccessi, la sig.ra Thainara chiese questa grazia a Nostra Signora, per intercessione di Donna Lucilia: «Mi ero ricordata della storia di Donna Lucilia, di come fosse stata un esempio di madre, di virtù e di amore per Dio. Così, con la sua fotografia tra le mani, chiesi che, se avessi potuto essere anche solo un po’ della madre eccezionale che lei era stata, che intercedesse per me e mi ottenesse la grazia di avere un bambino. Dopo quella preghiera mi sentii in pace, come se tutta l’angoscia fosse passata».

Dopo solo un mese, la preghiera della sig.ra Thainara fu esaudita: «Lì nel mio grembo c’era la mia bambina, la risposta alle mie preghiere e, soprattutto, una dimostrazione dell’amore puro e genuino che Donna Lucilia ha per me. Ho avuto una gravidanza a rischio, la mia bambina è nata sottopeso, con difficoltà respiratorie e tachicardia, ma in ogni momento vedevo una luce che ci illuminava, sapevo che mia figlia era una promessa e che tutto sarebbe andato bene». Infatti, la sua figlioletta, Maria Clara, superò con successo queste difficoltà iniziali, crescendo sana e forte.

Tuttavia, la materna sollecitudine di Donna Lucilia si sarebbe manifestata ancora in un altro senso e in un’altra prova, con altre finalità.

«Lei è la mia protettrice»

Nel novembre del 2023, alla vigilia del rientro al lavoro dopo il congedo di maternità, la sig.ra Thainara si sentì male: «Alle due e mezza del mattino mi svegliai con un forte mal di testa, un dolore mai provato prima, che mi causava una grande confusione mentale. Mi alzai per prendere una medicina e non sentivo più il mio corpo. Mi faceva male la schiena, avevo perso la capacità di muovermi. Cominciai a vomitare, la vista mi si offuscò e mi sembrava che qualcosa mi scorresse lungo la schiena».

Fu portata immediatamente in ospedale e i medici constatarono che aveva avuto un ictus emorragico causato da un tumore neurologico. Senza comprendere la gravità della propria situazione, seppe che sarebbe stata trasferita in terapia intensiva, dove rimase per alcuni giorni in stato di semicoscienza, in attesa di una diagnosi completa.

«Ebbi la certezza che non sarei sopravvissuta. Stavo proprio andandomene, pur non essendo realmente pronta a non vedere crescere mia figlia»

Di quel periodo ricorda solo il momento in cui ricevette da un sacerdote araldo il conforto dei Sacramenti: «Lì ebbi la certezza che non sarei sopravvissuta. Parlammo un po’. Stavo proprio andandomene, pur non essendo realmente pronta a non vedere crescere mia figlia. Ricordo anche di aver chiesto al sacerdote perché mi stesse accadendo tutto quello».

Nel mezzo della prova fisica e spirituale che stava attraversando, senza forze per affrontare l’imminenza della morte e riluttante ad accettare quella che sembrava essere la volontà di Dio, la sig.ra Thainara ricevette, in un piccolo episodio, uno spiraglio di speranza: «Dopo alcune ore, un’infermiera che raccoglieva gli esami mi chiese chi fosse la signora della fotografia che era vicino all’apparecchio ospedaliero. Io non riuscivo a vederla. Me la mostrò e, senza sapere come quella fotografia fosse finita lì, risposi: ‘Questa è Donna Lucilia, è la mia protettrice’. Anche senza conoscere bene la sua storia, confidai allora di avere una chance e nel fatto che non era ancora giunto il mio momento di partire».

Esperienza dura, ma benefica

I giorni di ricovero in terapia intensiva passavano, i dolori alla testa e nel corpo aumentavano, la sig.ra Thainara aveva bisogno di aiuto per tutto, anche per i movimenti più semplici. Di fronte a tante difficoltà, cominciò a perdere nuovamente la fiducia. Tuttavia, un sogno particolare le risollevò il morale. Si vedeva in ospedale, ma allo stesso tempo volava in un cielo lilla, con una sensazione di grande benessere, mentre sentiva qualcuno dirle: «Non è ancora il tuo momento».

Prima di entrare in sala operatoria, la sig.ra Thainara si affidò a Dio: «Ero sicura che qualcuno avesse interceduto per me»

Il giorno dopo le comunicarono l’orario in cui sarebbe stata eseguita l’operazione per la rimozione del tumore. Continua il suo racconto: «Ero ansiosa, ma felice e fiduciosa. In nessun momento mi passò per la testa qualcosa di negativo; ero sicura che qualcuno avesse interceduto per me». Prima di entrare in sala operatoria, la sig.ra Thainara si affidò a Dio, pregando: «Signore, Tu conosci il mio cuore e la mia voglia di vivere, ma sia fatta la Tua volontà. Donna Lucilia, affido a Te il mio cuore e la mia vita». L’intervento ebbe successo e, nonostante i medici prevedessero un recupero difficile e lungo, assicurarono che si sarebbe ristabilita completamente.

La sig.ra Thainara accanto a un quadro di Donna Lucilia

La sera in cui sarebbe stata dimessa dall’ospedale, fece un altro sogno: «Sulle mie spalle c’era lo scialle lilla di Donna Lucilia, quel colore che mi dava tanta calma e speranza. Dicevo a me stessa: “Andrà tutto bene, non è ancora il tuo momento”. Mi svegliai piangendo, ma con il cuore in pace, perché ero convinta che Donna Lucilia fosse stata con me tutto il tempo, si fosse presa cura di me, mi avesse protetta sotto il suo scialle lilla e mi avesse salvata. Ancora oggi faccio sogni sul suo scialle lilla e ho la certezza di essere sua figlia e che lei è mia madre, la mia interceditrice».

L’esperienza aveva avuto i suoi lati difficili e persino drammatici, ma le ha lasciato, oltre alla profonda convinzione di essere amata da Donna Lucilia, preziose lezioni per la sua vita spirituale: «Molte cose mi hanno insegnato a cambiare il mio modo di pensare e la mia vita quotidiana. Tutto ciò che mi è successo non è stata solo una malattia, ma la mia rinascita; oggi sono grata per la mia vita e per l’intercessione di Donna Lucilia. La lodo e la ringrazio ogni giorno».

Salvati da un pericolo “in un batter d’occhio”

Da Miracema (Brasile) ci scrive il sig. Lenilton Rabelo Rosa, grande devoto di Donna Lucilia, a cui ricorre sempre nei momenti di difficoltà:

«Un giorno del 2022 sono uscito a pescare, con l’intenzione di restare nelle vicinanze, perché avevo poca benzina nel serbatoio dell’auto e solo trenta reais in tasca. Ho chiamato mio fratello e siamo andati nella città di Itaocara. Arrivati lì, l’acqua era torbida per pescare. Allora abbiamo deciso di andare più lontano. Il serbatoio della benzina era in riserva e abbiamo speso i trenta reais per fare rifornimento. Abbiamo percorso altri novantacinque chilometri di strada sterrata e siamo arrivati a São Sebastião do Paraíba, ma anche lì l’acqua era torbida. Non abbiamo pensato al carburante e abbiamo proseguito per altri trenta o quaranta chilometri fino a Fernando Lobo, un villaggio sul fiume, dove abbiamo trovato acqua buona per pescare».

Lenilton e suo fratello scesero con il veicolo lungo un sentiero tortuoso, coperto d’erba. Pescarono tranquillamente fino a quando, verso le nove di sera, una forte pioggia li costrinse a fermarsi. Misero quindi i pesci in macchina e … iniziarono i problemi, perché dovevano risalire per una strada in forte pendenza con erba bagnata, fango e numerose buche.

Racconta: «Ho accelerato da una certa distanza per prendere slancio e salire, ma l’auto scivolava e si fermava. Ho provato cinque o sei volte, senza risultato. Ho guardato l’indicatore del carburante e ho visto che la lancetta era appena sopra la riserva. Mi sono ricordato di Donna Lucilia e ho gridato a gran voce: ‘Signora Donna Lucilia, aiutaci!’. Ho accelerato di nuovo e l’auto è salita in un colpo solo, come se avesse la trazione in tutte e quattro le ruote. Mi sono quindi rivolto a mio fratello e gli ho detto: ‘Hai visto? Donna Lucilia ci ha tirati fuori da questa situazione in un batter d’occhio!’».

«Che soldi sono questi?»

Tuttavia, mancavano ancora centottanta chilometri di strada fangosa fino alla città di Itaocara e la benzina era insufficiente. Chiesero ancora una volta l’aiuto di Donna Lucilia e partirono.

Prosegue il racconto: «Abbiamo continuato a parlare degli eventi della giornata e, quando ce ne siamo resi conto, eravamo già a Itaocara». La sorpresa più grande fu quando verificarono che l’indicatore del carburante non si era nemmeno mosso.

Tuttavia, il carburante non era sufficiente per il resto del viaggio, motivo per cui decisero di vendere alcuni pesci nella piazza della città, per poter fare rifornimento all’automobile.

Continua il sig. Lenilton: «Mi sono messo sul capo il contenitore di polistirolo con i pesci e ho chiesto a mio fratello di prendere le chiavi dell’auto dalla mia tasca; quando ha messo la mano nella mia tasca, insieme alle chiavi ha preso anche una banconota da venti reais. Gli ho chiesto: ‘Che soldi sono questi?’. Non avevamo quella somma e, dato che eravamo molto bagnati, la banconota era quasi disfatta».

Senza capire come quella banconota fosse finita nella sua tasca, il sig. Lenilton la lasciò sul cruscotto dell’auto ad asciugare e partì con suo fratello per Santo Antônio de Pádua, dove Donna Lucilia aveva preparato loro un’altra sorpresa: mettendo la mano in tasca, notò che c’era un’altra banconota da venti reais, piegata e completamente asciutta!

Così conclude il suo racconto: «Mi sono reso conto che era per dimostrare che era stata Donna Lucilia a ottenermi queste grazie. Lei mi aveva tirato fuori dal fango, aveva fatto sì che la benzina durasse fino a Pádua e mi aveva dato quaranta reais… Tre grazie in un solo giorno».

Un consiglio che ha salvato il suo matrimonio

Sì, un consiglio che ha cambiato il corso della sua vita, e persino il destino della sua famiglia, è stato quello ricevuto da R. B., di Minas Gerais, nel mezzo di una drammatica situazione familiare che stava attraversando. La luce che si è accesa per illuminare il suo cammino e il faro che ha guidato la sua famiglia fino alla “fine del tunnel” è stata la devozione a Donna Lucilia. Ecco come lei racconta il mezzo utilizzato dalla Provvidenza per farle conoscere una madre così buona:

«Era il 19 marzo 2024 e non sapevo più cosa fare affinché mio marito smettesse di bere. Beveva tutti i giorni, dal lunedì alla domenica. Dalla birra era passato al whisky e mescolava le bevande. Per evitare litigi e rimproveri, aveva iniziato a bere di nascosto, nascondendo il bicchiere quando tornavo a casa, e aveva persino nascosto una bottiglia di whisky nel guardaroba... Era un vero tormento in casa.

«Quel giorno, sono tornata dal lavoro e l’ho trovato ancora una volta molto ubriaco, senza nemmeno la forza di litigare… Allora sono uscita con mio figlio maggiore alla ricerca di un sacerdote che mi potesse dare un consiglio. Ero già consacrata alla Madonna, ma ero disposta a divorziare, perché non sopportavo più di vivere così».

Tuttavia, la Divina Provvidenza ha condotto R. B. per una strada molto diversa. Poiché aveva trovato chiusa la chiesa dove si era recata, si è ricordata della casa degli Araldi del Vangelo nella sua città e là si è diretta nella speranza di ottenere un aiuto spirituale. La sua fiducia non è stata delusa, perché lì ha ricevuto da un sacerdote araldo un consiglio che avrebbe cambiato la sua vita:

«Durante la nostra conversazione, il sacerdote mi ha detto che avevo bisogno di un intervento divino, perché ci sono cose che noi, come esseri umani, non riusciamo a risolvere da soli. Separarmi non avrebbe risolto il problema perché mio marito avrebbe continuato a bere e ad affondare sempre di più. Dovevo lottare per lui e per la nostra famiglia. In quel momento, mi ha dato un santino di Donna Lucilia, mi ha raccontato brevemente la sua storia e mi ha consigliato di farle una promessa: recitare mille Ave Maria chiedendo la sua intercessione.

«Sono tornata a casa decisa a combattere questa battaglia, con fede e fiducia, chiedendo l’intercessione della Madonna e di Donna Lucilia»

«Sono tornata a casa decisa a combattere questa battaglia con le armi giuste. Ho cominciato a pregare tutti i giorni, con fede e fiducia, chiedendo l’intercessione della Madonna e di Donna Lucilia per mio marito e per la nostra famiglia. E, allora, è accaduto ciò che sembrava impossibile: il 22 marzo, solo tre giorni dopo l’inizio di queste preghiere, è stato l’ultimo giorno in cui mio marito ha bevuto!».

L’intercessione di Donna Lucilia davanti al trono di Maria Santissima era stata prontamente ascoltata: «Per onore e gloria di Nostro Signore Gesù Cristo, e per la potente intercessione di Nostra Signora e di Donna Lucilia, mio marito non ha mai più messo un goccio di alcol in bocca! Da allora è rimasto sobrio ed è diventato un devoto di Nostra Signora. Indossa già il santo scapolare e si sta preparando per la Cresima e per consacrarsi a Lei».

Dopo una lunga attesa, una casa venduta!

I problemi familiari legati alle eredità sono stati molto comuni fin dagli albori dell’umanità. Anche le pagine dei Vangeli (cfr. Lc 12, 13) riportano un episodio in cui chiedono a Nostro Signore Gesù Cristo di intervenire in una disputa di questo tipo tra due fratelli… Lungi dal favorire l’avidità di una delle parti, il Divin Maestro raccomandò agli uomini di tutti i tempi di affidare con fiducia le loro necessità al Padre, che provvede a tutto.

Ciò nonostante, vi sono occasioni in cui l’intervento celeste ci viene concesso attraverso un intercessore che chiede per noi il rimedio alle nostre afflizioni. Così, dopo aver constatato l’efficacia dell’intercessione di Donna Lucilia per salvare il suo matrimonio, R. B. aveva deciso di affidarle un’altra questione spinosa: la vendita di un immobile problematico ereditato dal marito e dai fratelli.

La casa in questione era motivo di grande amarezza per suo marito, poiché i fratelli che vi avevano abitato con la madre, prima e dopo il suo decesso, non avevano pagato regolarmente le tasse per anni… Essendo il fratello maggiore, l’immobile era intestato a lui, e questa situazione irregolare lo aveva reso inadempiente nei confronti del governo.

«Mia suocera era morta da più di sette anni e questa casa non era stata venduta. Era in arretrato con le tasse, non aveva il certificato di abitabilità e i fratelli non riuscivano a trovare un accordo sul suo valore», racconta R. B.

Tuttavia, dopo aver chiesto l’intercessione di Donna Lucilia per uscire da quella difficoltà, superando ogni previsione umana, la casa fu finalmente venduta nel dicembre del 2024.

Ringraziando in modo commovente per la protezione e il sostegno ricevuti da Donna Lucilia, R. B. scrive: «Questa testimonianza è un modo per ringraziare e glorificare l’azione di Dio nella nostra vita. La grazia è avvenuta e la nostra famiglia è stata ricostituita. Sia lodato Dio per tutto questo!» ◊

 

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