Grati per gli innumerevoli benefici ricevuti, molti desiderano esprimere l’enorme gioia che provano per aver trovato una madre che, dall’eternità, li ha guidati, sostenuti e protetti.

 

All’incomparabile bontà di Donna Lucilia verso coloro che le rivolgono suppliche, possiamo ben applicare le parole del salmista: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male” (Sal 23, 4), perché sotto il suo scialle materno trovano rifugio, protezione e sicurezza (cfr. Sal 71, 3).

Sì, Donna Lucilia ha abilmente tratto dalle difficoltà i suoi fedeli devoti, conducendoli su retti sentieri e restituendo loro la forza nelle innumerevoli sofferenze e difficoltà della vita.

La sig.ra Anna Karina Bueno e sua figlia

“Grazie alla sua intercessione siamo qui”

Da Recife, Brasile, ci scrive la sig.ra Anna Karina Bueno per segnalare la guarigione da una malattia grazie all’intercessione di Donna Lucilia:

“Andai dalla mia dottoressa per dei controlli medici di routine e dall’ecografia risultò l’ingrossamento di una delle ovaie. Quella che doveva essere di sei centimetri cubici era di quaranta centimetri cubici. La dottoressa, diffidando dell’ecografia, ritenuto un esame non molto preciso, ordinò una risonanza magnetica con contrasto da fare in un altro laboratorio di maggiore affidabilità. Il nuovo risultato non solo confermò il primo, ma indicò anche che si trattava di un ingrossamento di sessanta centimetri cubici. In altre parole, l’ovaio era dieci volte più grande del normale.

“La dottoressa mi indirizzò da un chirurgo che mi parlò della necessità di rimuovere quell’ovaio e forse anche l’utero, a seconda delle condizioni di quest’ultimo al momento dell’intervento”.

Mentre si sottoponeva agli esami preoperatori, la sig.ra Anna fece un rapido viaggio a San Paolo, durante il quale ebbe l’opportunità di visitare una delle case degli Araldi e di conversare con un sacerdote dell’istituzione:

“Gli raccontammo tutto quello che era successo, chiedemmo una benedizione e lui subito la concesse, chiedendo l’intercessione di Donna Lucilia”.

Dopo il ritorno a Recife e il completamento degli esami preoperatori, fu programmato l’intervento chirurgico della sig.ra Anna:

“Mi presentai per l’intervento chiedendo che lei, Donna Lucilia, stesse con me. E, con sorpresa di tutti – e ancor di più del medico, che non capì nulla –, non si riscontrò nessuna alterazione nelle mie ovaie. Erano di dimensioni normali e avrei potuto rimanere di nuovo incinta se volevo”.

Meravigliata, la sig.ra Anna portò il filmato dell’intervento alla dottoressa che l’aveva visitata in precedenza, per informarla dell’accaduto:

“La dottoressa non sapeva cosa dire quando vide il video, perché pensava che pretendessi delle spiegazioni. Mi disse che non sapeva come spiegare l’accaduto”.

Riconoscente per l’enorme favore prestato da Donna Lucilia, la sig.ra Anna afferma: “Sapevo perfettamente, e non avevo dubbi, che ero guarita durante la benedizione che avevo ricevuto. Grazie alla sua intercessione siamo qui e ho fede che lei mi aiuterà ancora affinché il mio bambino sia in piena salute”.

“Cominciai una novena a Donna Lucilia”

Conoscendo gli innumerevoli benefici ottenuti per intermediazione di Donna Lucilia, anche Jorge Nunes, di Xangri-Lá, Brasile, si è rivolto a lei, chiedendole di aiutare suo figlio a superare una certa difficoltà che gli impediva di continuare la sua formazione dopo aver superato il concorso dei Vigili del Fuoco:

“Nei test fisici non riusciva ad eseguire le ‘sbarre’ a causa di un problema muscolare. Ma, fatto l’esame medico, non risultavano evidenze di anomalie. Iniziai una novena a Donna Lucilia, pregando ogni giorno un’Ave Maria. Allora mio figlio trovò uno specialista che gli indicò un possibile rimedio per il disturbo.

“A partire da quel momento riuscì ad eseguire l’esercizio oltre il minimo richiesto. Ha superato tutte le tappe e ha concluso la sua formazione il 20 novembre, data fino alla quale ho continuato a pregare. Da allora, ho cambiato l’intenzione con l’azione di grazie”.

Il sig. Jorge Nunes e la sua famiglia; sopra, in evidenza, suo figlio, il sig. Miguel Dias Nunes

Amore materno, che le ha ridato la pace e la vita

Anche Flavia Emilia Duarte, di Campo Grande, Brasile, ci scrive per dimostrare la sua gratitudine per l’appoggio ricevuto da Donna Lucilia, durante un periodo travagliato della sua vita:

La sig.ra Flavia Emilia Duarte e suo marito con in mano un poster di Donna Lucilia

“Alcuni anni fa, tra crisi di emicrania, dolori al petto, formicolii alle braccia e diverse visite al pronto soccorso, mi fu diagnosticato un esaurimento fisico seguito da un esaurimento mentale. In un primo momento, cercammo un supporto psicologico, ma le crisi continuavano. Avevo molta paura di impazzire. I sintomi bombardavano il mio corpo e, soprattutto, la mia mente.

“Mesi dopo iniziai un trattamento psichiatrico. La diagnosi era depressione e sindrome di panico. Iniziai allora ad assumere dei farmaci. Avevo giorni buoni, seguiti da giorni cattivi. I farmaci alleviavano i sintomi ma non impedivano le crisi.

“Un anno dopo, avevo in programma un viaggio a San Paolo – la nostra famiglia avrebbe partecipato al pellegrinaggio ad Aparecida con gli Araldi del Vangelo – quando un attacco di panico molto forte mi fece nuovamente finire in ospedale. Sentivo tutto il mio corpo formicolare, arrivavo a perdere coscienza, riuscire a respirare era praticamente impossibile. Mi fu prescritto un altro ansiolitico e decidemmo di non rinunciare all’idea del viaggio”.

Durante il viaggio, la sig.ra Flavia ricevette una fotografia di Donna Lucilia e, incantata da quello sguardo buono che le portava tanta pace, decise di fare appello alla sua intercessione:

“Una volta ritornati a casa, dopo un altro giorno di sintomi terribili, decisi di prendere quella piccola foto e chiedere aiuto a Donna Lucilia. Le chiesi di togliermi la ‘sensazione di non poter respirare’, avrei potuto continuare con gli altri sintomi, ma questo era il peggiore di tutti, mi toglieva la pace! Misi la foto sotto il cuscino e, che sorpresa, quando mi svegliai e mi resi conto che quel disagio era scomparso. I giorni passarono e nessuno dei sintomi si manifestava, ero guarita! Allora smisi i farmaci e oggi conduco una vita normale, grazie all’amore materno di quella signora che mi ha ridato la pace e la vita”.

Ostacoli inaspettati nel bel mezzo di una vendita

La famiglia della sig.ra Maria Baghdikian, di San Paolo, Brasile, era in una situazione finanziaria delicata quando decise di vendere una proprietà ricevuta in eredità. Un contrattempo inaspettato, tuttavia, minacciava la buona riuscita dell’affare:

“Riuscimmo a trovare un acquirente, con l’impegno di consegnargli la proprietà, completamente libera, entro tre mesi. Il piano terra della proprietà era occupato da noi. La parte superiore era invece affittata a una persona che, fin dall’inizio della locazione, sapeva della nostra intenzione di vendere. Quest’inquilino, con il quale avevamo un rapporto di fiducia da lunga data, si era impegnato a liberare i locali in caso di vendita effettiva, per non creare ostacoli.

“Tuttavia, dal momento in cui l’affare fu chiuso, cominciò ad adottare un comportamento negativo: estremamente aggressivo, si rifiutava di lasciare l’immobile, in modo da rendere impossibile la conclusione della vendita”.

“La ringrazio per la bontà e la rapidità con cui mi ha soccorso”

Fu in quel momento di tensione che un parente consigliò alla sig.ra Maria di chiedere l’intervento di Donna Lucilia in modo che il caso potesse essere risolto in tempo:

“Tentammo di convincere l’inquilino a rispettare ciò che avevamo concordato verbalmente. Tuttavia, le conversazioni erano diventate sempre più complicate e si erano trasformate in discussioni e attriti. Così, il tempo passava, la scadenza per la consegna dell’immobile si avvicinava e il rischio di perdere la vendita diventava sempre più reale a causa della sua crescente ostinazione.

“A dieci giorni dalla scadenza, avemmo con lui un’aspra discussione in cui si comportò in modo molto più aggressivo e volgare.

“Estremamente angosciata, decisi di parlare con mio zio per chiedergli se aveva qualche idea o qualche suggerimento da darmi. Non vedendo come risolvere il problema se non attraverso una causa legale, soluzione che, richiedendo troppo tempo, avrebbe potuto vanificare la compravendita, mi suggerì di ricorrere a Donna Lucilia.

“Recitai immediatamente tre rosari per chiedere la sua intercessione. Subito dopo, l’inquilino comparve inaspettatamente al piano terra della proprietà in cui mi trovavo e, spontaneamente e sorprendentemente, mi disse che avrebbe lasciato libera la casa.

“Era avvenuto un radicale e inesplicabile cambiamento di comportamento da parte sua. Associai subito questo cambiamento a un intervento di Donna Lucilia. Ringrazio Dio per il favore che mi ha fatto attraverso la sua intercessione, e ringrazio lei per la bontà e la rapidità con cui mi ha soccorso”.

*      *      *

Con interventi come quelli sopra narrati, Donna Lucilia ha accolto sotto il suo scialle materno tutti coloro che, afflitti e bisognosi di aiuto, le rivolgono preghiere.

Grati per gli innumerevoli benefici ricevuti da questa signora generosa che ha fatto della sua vita un costante olocausto di se stessa a favore del prossimo, molti desiderano esprimere attraverso questi racconti l’enorme gioia che provano per aver trovato una madre che, dall’eternità, li ha guidati, sostenuti e protetti.

 

Donna Lucilia fotografata nel 1912, a Parigi.

Tratto autorevole e compassione

Innumerevoli devono essere state le circostanze nelle quali il tratto materno di Donna Lucilia poté manifestarsi attraverso l’affetto insondabile, avvolgente e mai smentito con cui accoglieva tutti coloro che erano colpiti da qualche tragedia o da qualche necessità, minima che fosse.

Esempio di questo era il modo in cui trattava sua sorella Zili. Dal primo istante in cui la piccola vide la luce del giorno, Donna Lucilia, di 13 anni più grande, passò a svolgere con lei il ruolo di madre, avvolgendola nel suo inesauribile affetto. La signora Zili conservò per tutta la vita, nei confronti di Donna Lucilia, una devozione e una gratitudine quasi filiali.

Simile fortuna toccherà alla figlia della signora Zili, Ilka, la quale, abitando anche lei nel palazzetto Ribeiro dos Santos e avendo quasi la stessa età dei suoi cugini, era educata insieme a loro come se fosse una sorella.

Trascorsi tanti decenni da quei bei tempi, la signora Ilka continua a conservare grati ricordi di sua zia:

“Zia Lucilia era un’autentica lady, persona di uno spirito superiore, ma di una bontà fuori del comune. A volte si può esser portati a ritenere che chi è buono non debba contrariare gli altri o non sia capace di vedere dove c’è il male. Zia Lucilia no! Quando si arrabbiava con Plinio perché aveva fatto qualche birichinata, quante volte l’ho vista prendere una spazzola d’argento e battergliela sulla mano! Ma allo stesso tempo possedeva una bontà rara, era buonissima!

“Zia Lucilia era una santa. Soffrì molto nella vita, ma sapeva sopportare tutto con pazienza. Era realmente una persona straordinaria.

“Fu lei ad allevare mia madre. Quando mamma nacque, zia Lucilia aveva tredici anni e fu praticamente lei che la educò. La madre della mamma fu in realtà zia Lucilia.

Plinio, Ilka e Rosée al Giardino della Luce, San Paolo (Brasile)

“Mamma andava matta per lei! Matta! Penso che la mamma avesse molta più affinità con la sorella che con la sua stessa mamma”.

Tra i nipoti, Donna Lucilia era considerata la zia prediletta. Erano ansiosi di stare con lei per ascoltare le sue storie o per le commemorazioni di Natale, Pasqua e per altri festeggiamenti in famiglia.

La convivenza armonica, gradevole e rispettosa costituiva per lei la perfezione stessa della vita sociale, vero dono di Dio per rendere soavi le asprezze del peregrinare dell’uomo su questa terra di esilio.

Era sempre ferma e risoluta nell’esercizio della sua autorità, che, al contempo, si presentava invariabilmente avvolta in un’atmosfera di bontà. Se possibile, la sua decisione si applicava immediatamente per risolvere qualsiasi problema in cui le fosse imperativo comandare; mai, però, perse o neppure diminuì la sua convinzione che con la bontà avrebbe rimosso gli ostacoli e avrebbe reso flessibile la rigidità dell’amor proprio in innumerevoli anime con cui le era dato trattare. 

CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio.
 Donna Lucilia. Città del Vaticano-São Paulo:
LEV; Lumen Sapientiæ, 2013, pp.118-119

 

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