Testimonianza autentica e fedele

Catechismo della Chiesa Cattolica

§2044 La fedeltà dei battezzati è una condizione fondamentale per l’annunzio del Vangelo e per la missione della Chiesa nel mondo. Il messaggio della salvezza, per manifestare davanti agli uomini la sua forza di verità e di irradiamento, deve essere autenticato dalla testimonianza di vita dei cristiani. «La testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito soprannaturale hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio».

 

Il presente paragrafo ci porta a riflettere su un punto essenziale nella vita della Chiesa: i successi apostolici non si basano su tecniche, strategie o talenti umani, ma sull’azione della grazia nell’anima dell’apostolo che, fedele alla sua configurazione a Gesù Cristo mediante il Battesimo, compie la sua missione.

In questo contesto emerge una domanda: qual è la missione della Chiesa? Lo stesso Catechismo risponde: la sua missione consiste fondamentalmente nell’evangelizzare e nell’essere il sacramento universale di salvezza1 e, allo stesso tempo, nell’essere «il segno e lo strumento della comunione di Dio e degli uomini».2 Per questo motivo, il «messaggio di salvezza» diventa percepibile agli uomini solo quando è corroborato dalla «testimonianza di vita».

Al contrario, non c’è nulla di più nocivo per l’«annuncio del Vangelo» e la «missione della Chiesa» dell’infedeltà dell’apostolo, sia attraverso le parole, sia attraverso comportamenti in contrasto con la fede e la morale. L’albero cattivo non può dare frutti buoni (cfr. Mt 7, 18)

Questi insegnamenti si fondano sul Decreto Apostolicam actuositatem del Concilio Vaticano II, nel quale si sottolinea che le «opere buone compiute con spirito soprannaturale», cioè sotto l’impulso della grazia, «hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio». Il tema è ampiamente approfondito nel libro L’anima di ogni apostolato, dell’abate trappista Dom Jean-Baptiste Chautard.

In questo testo si dimostra che nessuna opera apostolica è veramente feconda se destituita di vita interiore e della conseguente unione con Dio e di devozione alla Madonna. Chi si lancia nell’evangelizzazione senza il sostegno della grazia e delle virtù ottiene come conseguenza la sterilità.

Come rimedio a questo grande male, Dom Chautard indica tre punti essenziali. 1. L’apostolato deve essere il naturale traboccare della preghiera, dell’unione dell’apostolo con Dio. 2. Il pericolo dell’illusione dell’attivismo: l’apostolo che si logora in opere esteriori, senza dedicarsi alla vita interiore, diventa superficiale e mette a rischio la propria anima. 3. Il perfetto equilibrio sta nel coltivare la vita interiore, senza trascurare il lavoro per la salvezza delle anime. In sintesi, «il Dio delle opere non deve mai essere abbandonato per le opere di Dio».3

Il modello perfetto di questo vincolo armonioso tra preghiera e azione è stato Nostro Signore Gesù Cristo, che Si ritirava spesso a pregare e agiva con efficacia nella società. Chiediamo a Maria Santissima, Regina degli Apostoli, la grazia di avere una fervida vita interiore e, così, di essere fedeli alla vocazione di battezzati nel dare testimonianza di Dio in questo mondo. ◊

 

Note


1 Cf. CCC 849.

2  CCC 780.

3 CHAUTARD, OCSO, Jean-Baptiste. A alma de todo apostolado. 2.ed. São Paulo: Cultor de Livros, 2017, p.18.

 

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