Testimoniare la verità con fierezza e coraggio

Catechismo della Chiesa Cattolica

§2471 Davanti a Pilato Cristo proclama di essere venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Il cristiano non deve vergognarsi «della testimonianza da rendere al Signore» (2 Tm 1, 8). Nelle situazioni in cui si richiede che si testimoni la fede, il cristiano ha il dovere di professarla senza equivoci, come ha fatto san Paolo davanti ai suoi giudici. Il credente deve «conservare una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini» (At 24, 16).

 

Il Catechismo sintetizza una missione fondamentale nella vita del battezzato: il dovere di proclamare e difendere le verità della Fede. A tal fine, il testo propone due modelli chiave: Nostro Signore Gesù Cristo, apice della virtù e della santità, e San Paolo, esempio notevole di intrepidezza e integrità.

Riferendosi al dialogo del Redentore con Pilato (cfr. Gv 18, 37), il Catechismo invita alla riflessione sulla testimonianza della verità. San Tommaso d’Aquino,1 nell’introduzione alla Somma contro i gentili, cita precisamente questo passo del Vangelo per sostenere che il compito proprio del saggio è la dedizione alla contemplazione di questa Verità Suprema, ossia Dio, origine di ogni verità.

Con straordinaria didattica, l’Aquinate spiega che, così come la Medicina promuove la salute e respinge la malattia, il saggio deve meditare su Dio e confutare ogni errore e falsità, come afferma il Libro dei Proverbi: «La mia bocca proclama la verità e abominio per le mie labbra è l’empietà» (8, 7).

Dare testimonianza di Cristo esige abnegazione e coerenza, virtù che San Paolo instillò nel suo discepolo Timoteo (cfr. 2 Tm 1, 8).

Riaffermando questa vocazione, il Concilio Vaticano II2 ricorda che i cristiani devono manifestare, con l’esempio e la testimonianza della parola, la vita nuova ricevuta nel Battesimo e rinvigorita dalla Confermazione. La difesa intrepida della verità da parte dell’Apostolo davanti al governatore Felice (cfr. At 24, 16) attesta che la credibilità del testimone cristiano non risiede solo nelle parole, ma nell’autenticità e nell’integrità della vita.

Di fronte all’attuale società neopagana, spesso ostile o indifferente alla Fede, la vocazione universale alla santità richiede coraggio. Fortificati dai Sacramenti e ricorrendo all’intercessione di Maria Santissima – il cui modello di intrepida fedeltà ai piedi della Croce è un paradigma per tutti –, i fedeli sono chiamati a compiere, con rettitudine, questa sublime e onorevole missione di testimoni del Redentore. 

 

Note


1 Cfr. SAN TOMMASO D’AQUINO. Summa contra gentiles. Libro I, cap.1.

2 Cfr. CONCILIO VATICANO II. Ad gentes, n.11.

 

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