Le domande dei lettori

Come possiamo sperare che i nostri figli siano santi, se noi non lo siamo?

Javier A. C. – Via e-mail

«Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?» (Sal 130, 3). Caro Javier, chi di noi – genitori, superiori, insegnanti, ecc. – oserebbe, di fronte alle persone di cui siamo responsabili, presumere la propria santità? Nessuno, senza dubbio!

Tuttavia, il fatto di constatare che non abbiamo ancora raggiunto la perfezione non ci dispensa dal dare, come dice il Vangelo, cose buone ai nostri figli (cfr. Lc 11, 13a). Né questo deve portarci allo scoraggiamento; al contrario, è necessario mantenere sempre la fiducia: «Il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono» (Lc 11, 13b).

In questa promessa del Signore si trova tutta la nostra speranza riguardo alla santificazione dei nostri figli. Poiché se è vero che il Divin Paraclito sarà dato a chi lo chiede, e se crediamo, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, che «lo Spirito Santo ci appare come la fonte totale di ogni santità» (cfr. CCC 749), dobbiamo anche essere convinti che, grazie alle nostre preghiere, le grazie scorreranno in abbondanza per genitori e figli. Così, il primo e più importante dovere dei genitori consiste nella preghiera, soprattutto per la santificazione dei figli, affidandoli in modo particolare alle cure di Maria, la Madre delle madri.

L’esempio costituisce un altro elemento importante nella formazione dei giovani: «La funzione educativa dei genitori “è tanto importante che, se manca, può a stento essere supplita”. Il diritto e il dovere dell’educazione sono, per i genitori, primari e inalienabili» (CCC 2221).

Ebbene, affinché l’esempio sia possibile, la condizione fondamentale è la presenza… Molte circostanze – come il lavoro per il sostentamento della famiglia – possono richiedere assenze temporanee del padre o della madre, ma essi non devono mai dimenticare di avere un ruolo unico nella formazione dei propri figli. Com’è triste vedere bambini che cercano invano di comunicare con i propri genitori, mentre questi sono estraniati dalla realtà a causa del cellulare!

Santa Teresina del Bambino Gesù commentò riguardo a suo padre: «Bastava guardarlo per sapere come pregano i santi» (Manoscritto A, 18r). Ora, i genitori che escludono la preghiera quotidiana per abbandonarsi al frenetico mondo digitale, abitudine così diffusa ai nostri giorni, non possono essere modelli adeguati per i figli.

Un altro mezzo necessario all’educazione della prole sono le correzioni, oggi purtroppo considerate “superate”, ma sulle quali le Scritture insistono molto (cfr. Prv 13, 24; 23, 13; 29, 15). Va però sottolineato che esse devono essere applicate con saggezza, equilibrio e bontà, affinché i figli «non si scoraggino» (Col 3, 21).

Per questo, l’incomparabile educatore San Giovanni Bosco insegna in una lettera: «Quante volte, figlioli miei, nella mia lunga vita, ho dovuto convincermi di questa grande verità! È più facile adirarsi che avere pazienza, minacciare un bambino che persuaderlo. Direi addirittura che è più comodo, per la nostra impazienza e la nostra superbia, punire chi resiste piuttosto che correggerlo, sopportandolo con fermezza e dolcezza. […] Niente agitazione d’animo, niente disprezzo nello sguardo, niente ingiurie sulle labbra […]. Allora sarete veri padri e otterrete una vera correzione» (Lettera, 29/1/1883).

Si aggiunga che nella famiglia, nel reciproco sacrificio degli uni per gli altri esercitato con pazienza, avviene un bellissimo processo di santificazione. Come insegna il Catechismo, «I figli, a loro volta, contribuiscono alla crescita dei propri genitori nella santità. Tutti e ciascuno, con generosità e senza mai stancarsi, si concederanno vicendevolmente il perdono che le offese, i litigi, le ingiustizie e le infedeltà esigono. L’affetto reciproco lo suggerisce. La carità di Cristo lo richiede» (CCC 2227).

In questo modo, senza mai scoraggiarsi e con totale fiducia nella Santissima Vergine e in San Giuseppe, modelli incomparabili per le famiglie, genitori e figli potranno camminare insieme verso la santità tanto desiderata! 

 

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