Lavoro in una panetteria aperta la domenica. Sto peccando contro il Terzo Comandamento se continuo a svolgere questo lavoro?
João F. – São Paulo (Brasile)
Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che «l’agire di Dio è modello dell’agire umano. Se Dio nel settimo giorno “si è riposato” (Es 31,17), anche l’uomo deve “far riposo” e lasciare che gli altri, soprattutto i poveri, “possano goder quiete”» (CCC 2172). Per questo, nell’Antico Testamento, si osservava il sabato.
La Fede Cattolica introduce una nuova considerazione: Gesù è risorto dai morti «il primo giorno della settimana» (Mc 16, 2), cioè, la domenica. Così, «il giorno della risurrezione di Cristo richiama la prima creazione. In quanto “ottavo giorno”, che segue il sabato, esso significa la nuova creazione, inaugurata con la risurrezione di Cristo. È diventato, per i cristiani, il primo di tutti i giorni, la prima di tutte le feste, il giorno del Signore, la “domenica”» (CCC 2174).
Per quanto riguarda l’obbligo di partecipare alla Santa Messa, il Codice di Diritto Canonico stabilisce che «soddisfa il precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente» (CIC, can. 1248 § 1). Inoltre, spetta ai fedeli riservare un po’ di tempo alla preghiera e al riposo domenicale.
Ebbene, come comportarsi nel suo caso, dato che lavora «in una panetteria aperta la domenica»?
Il Catechismo insegna inoltre: «Durante la domenica e gli altri giorni festivi di precetto, i fedeli si asterranno dal dedicarsi a lavori o attività che impediscano il culto dovuto a Dio, la letizia propria del giorno del Signore, la pratica delle opere di misericordia e la necessaria distensione della mente e del corpo», ma aggiunge che «le necessità familiari o una grande utilità sociale costituiscono giustificazioni legittime di fronte al precetto del riposo domenicale» (CCC 2185).
In questo senso, nel Vangelo di San Luca, Gesù lancia anche un interrogativo provocatorio: «Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla» (6, 9). E Sant’Agostino chiarisce che «l’amore della verità cerca il santo ozio: la necessità della carità accetta l’impegno giusto» (De civitate Dei, L. XIX, c. 19).
Infine, mi permetta di darle un consiglio molto concreto: quando non le è possibile partecipare alla Santa Messa la domenica o nei giorni di precetto, cerchi innanzitutto altri orari alternativi nella stessa giornata, o anche nel pomeriggio del giorno precedente. Inoltre, se il suo datore di lavoro è cattolico o sensibile alle questioni religiose, parli con lui della possibilità di concederle una pausa adeguata per adempiere al precetto domenicale.
Tuttavia, se fosse impossibile trovare un orario per adempiere al precetto domenicale, non c’è motivo di affliggersi, poiché l’imperativo di provvedere al sostentamento della famiglia o alla cura di un malato, tra gli altri esempi, costituisce una causa grave sufficiente per dispensarla dall’osservanza di tale norma della Chiesa (cfr. CIC, can. 1248, § 2).
Ad ogni modo, per un’adeguata formazione della coscienza e al fine di evitare lassismi, le suggerisco di rivolgersi al suo Vescovo o al suo parroco per spiegare la situazione, poiché in questi casi essi possono dispensarla dal precetto domenicale, indicando come commutazione, ad esempio, la pratica di un’altra opera di pietà (cfr. CIC, can. 1245). Quanto al riposo domenicale, necessario per il corpo – riposo fisico – e per l’anima – dedizione alla preghiera e allo studio della dottrina e della spiritualità cattolica –, cerchi di farlo in un altro giorno. ◊

