Nuovi sacerdoti ordinati in Vietnam

Il 25 luglio sono stati ordinati trentaquattro nuovi sacerdoti vietnamiti che saranno inviati come missionari dove il Signore li chiamerà, al fine di annunciare e testimoniare il Vangelo. “È un giorno di grande gioia, un giorno di grande benedizione nella diocesi di Vinh”, ha commentato il Vescovo, Mons. Alphonso Nguyen Huu Long, che ha presieduto la cerimonia.

Nella sua omelia, il prelato ha ricordato che questo momento di felicità vissuto nella sua diocesi arriva in un periodo di grande sofferenza in molte parti del mondo a causa della pandemia di COVID-19. Secondo le sue parole, questi nuovi presbiteri saranno come il Buon Samaritano, porteranno cure e misericordia ai cuori feriti. Ha anche spiegato che i sacerdoti sono scelti da Gesù per lavorare nella sua vigna e nel mondo di oggi non è facile trovare giovani disposti a dare la loro vita per servire il prossimo, in luoghi difficili e pericolosi. Tuttavia, il Signore continua a chiamare per portare il seme della fede, della speranza e della carità ai fratelli in difficoltà.

Infine, il Vescovo ha esortato i neo-ordinati a dedicare sempre la loro vita al servizio e alla gloria di Dio, senza preoccuparsi del luogo in cui vivranno, assicurandosi solo che le anime si donino a Lui.

Messa in Rito Ispano-Mozarabico celebrata nella solennità di San Giacomo

Il 25 luglio, solennità dell’Apostolo Giacomo, nella cattedrale di Salamanca si è celebrata la Messa secondo il Rito Ispano-Mozarabico. Questa Liturgia era la forma peculiare con cui i primi cristiani della provincia romana della Hispania celebravano la loro Fede nelle azioni liturgiche più comuni, sia l’Eucaristia che gli altri Sacramenti e l’Ufficio Divino.

Fino ad allora, il capitolo della cattedrale celebrava in questo rito solo la Liturgia della prima Domenica di Avvento e di Quaresima. D’ora in poi, la Solennità del Santo Patrono della Spagna sarà sempre celebrata in Rito Mozarabico.

Statue distrutte nella Diocesi di Brooklyn

La Diocesi di Brooklyn, a New York, ospita circa 1,5 milioni di cattolici e ha 187 parrocchie e 213 chiese. Lo scorso luglio ha pubblicato un comunicato in cui afferma che, di fronte agli attacchi subiti dalle sue chiese, chiede a Cristo Gesù di convertire i cuori di quelle persone che attentano non solo contro oggetti di venerazione e di culto, ma anche contro la Religione stessa.

L’ultimo atto di vandalismo religioso è avvenuto nella Chiesa della Madonna della Misericordia, dove una donna non identificata ha distrutto le statue della Madonna delle Grazie e di Santa Teresina del Bambino Gesù, installate nell’area esterna sin dall’inaugurazione del tempio, nel 1937. Le statue, alte poco più di mezzo metro, sono state abbattute e trascinate, battendo violentemente a terra, fino ad essere completamente distrutte.

Il parroco, Don Frank Schwarz, ha lamentato l’accaduto, commentando che tutto ciò è straziante poiché fatti come questo stanno diventando sempre più frequenti: gli attacchi contro le chiese cattoliche e i luoghi di culto hanno avuto luogo in serie.

Dieci religiose polacche assassinate da truppe sovietiche saranno beatificate

A settantasei anni dall’accaduto, dieci religiose polacche della Congregazione di Santa Elisabetta, assassinate per aver resistito alla violenza e ad altre atrocità commesse dai soldati sovietici alla fine della Seconda Guerra Mondiale, saranno beatificate come martiri.

La portavoce della congregazione, Suor Jozefa Krupa, ha commentato che quest’atto mostrerà come il coraggio e la devozione siano vincolati alla santità. Il fatto ha prodotto un’esplosione di gioia spirituale in tutte le religiose.

Lo storico Jan Zaryn, direttore dell’Istituto Polacco per il Patrimonio del Pensiero Nazionale Roman Dmowski e Ignacy Jan Paderewski, ha detto che questa beatificazione di massa metterà in evidenza un periodo storico poco conosciuto, ricordando le terribili sofferenze affrontate dagli Ordini Religiosi quando l’esercito sovietico fu presente in Polonia.

Nell’agosto del 1954 furono chiusi 323 conventi nella regione occidentale del paese, nell’ambito della campagna denominata Operazione X2, con più di 1.300 religiose detenute da milizie armate e portate in campi di lavoro forzato, sprovvisti di elettricità e dove imperversava la tubercolosi.

Una dichiarazione della Congregazione di Santa Elisabetta afferma che le dieci martiri erano già state riconosciute come tali fin dal momento della loro morte, come attesta una lettera della loro Superiora Generale, Madre Mathildis Kuttner, scritta nel 1946.

Il Santo Calice dell’Ultima Cena fu salvato per tre volte

Il Santo Calice utilizzato da Nostro Signore Gesù Cristo per l’istituzione della Sacra Eucaristia nell’Ultima Cena è venerato nella Cattedrale di Valencia, in Spagna, dal XV secolo. Con l’invasione delle truppe napoleoniche nel XIX secolo, questa preziosa reliquia rischiò seriamente di essere distrutta o di scomparire e fu eroicamente salvata per tre volte da Don Pedro Vicente Calbo.

Questo valoroso sacerdote narrò le avventure del trasferimento della preziosa reliquia in un manoscritto oggi conservato nell’Archivio della Cattedrale di Valencia. Il codice e altri documenti furono attentamente studiati da César Evangelho per cinque anni e diedero origine al libro Salvamentos del Santo Cáliz en la guerra de la Independencia. Valencia-Alicante 1809-1810.

L’autore sottolineò recentemente ad Aciprensa che esiste qualcosa di provvidenziale e di prodigioso nel fatto che il Santo Calice sia sopravvissuto a tante vicissitudini: tempeste, momenti di gravi pericoli e anche gli scontri con le truppe francesi.

Riaperta la chiesa costruita in occasione della storica Battaglia dei Guararapes

L’Arcivescovo di Olinda e Recife, Mons. Fernando Saburido, ha celebrato, all’inizio di luglio, una Messa Solenne in occasione della riapertura della Chiesa della Madonna della Concezione dei Militari, rimasta chiusa per restauro per quasi quindici anni.

Il prelato ha messo in risalto la bellezza dell’edificio e ha affermato che è una grazia riaverlo, per il bene della religiosità e della cultura pernambucana. La chiesa fu costruita dalla Confraternita dei Militari subito dopo la storica Battaglia dei Guararapes, nel XVIII secolo, e dal 1938 è classificata come Patrimonio Storico e Artistico Nazionale.

I salesiani celebrano 125 anni di presenza in Paraguay

Lo scorso luglio sono stati celebrati i 125 anni dall’arrivo in Paraguay dei primi quattro figli spirituali di San Giovanni Bosco, provenienti da Montevideo, in Uruguay, che diedero inizio alla presenza della Congregazione Salesiana nel paese.

Tutto iniziò con una lettera inviata da Mons. Luigi Lasagna al primo successore di Don Bosco, il Beato Michele Rua, in cui gli diceva che il Paraguay era una terra desiderata da molti cuori salesiani e che era un vasto campo per il Cielo e per l’opera della congregazione. Questa richiesta fu accolta dal superiore come un’ispirazione profetica e il 23 luglio 1896 furono inviati i primi membri dell’Ordine. Mons. Lasagna non poté essere inviato, poiché era tragicamente morto in Brasile pochi mesi prima.

A partire da allora, i desideri apostolici di Don Bosco divennero in quel paese una realtà. Il compito centenario iniziato dai primi salesiani, con la benedizione di Dio e l’intercessione di Maria Ausiliatrice, ha prodotto molti frutti. Oggi la Congregazione si trova in nove città del Paraguay e ha quattordici istituzioni educative.

 

 

Articolo precedenteAraldi nel mondo
Articolo successivoInseguito da uno sguardo
Articoli non firmati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui