«Tu es Petrus»

Il pontificato, conferito a Pietro, è dotato di una tale autorità e di così tanti doni che, forse, non sono stati ancora pienamente manifestati in tutta la loro forza ministeriale.

23 agosto – XXI Domenica del Tempo Ordinario(Is 22, 19-23; Sal 137; Rm 11, 33-36; Mt 16, 13-20)

Mosè, l’incomparabile profeta, il pastore instancabile d’Israele, l’infallibile trasmettitore della Rivelazione divina e l’artefice della liturgia ebraica divinamente istituita, non possedeva, però, il singolare potere affidato al Principe degli Apostoli. Nemmeno la Sinagoga ricevette la promessa di immortalità concessa alla Chiesa Cattolica.

Il pontificato, conferito a Pietro, è dotato di una tale autorità e di così tanti doni che, forse, non sono stati ancora pienamente manifestati in tutta la loro forza ministeriale, superando persino i miracoli operati da Mosè. Mentre questi otteneva da Dio, mediante la preghiera, ciò di cui aveva bisogno, Pietro agisce come colui che, per così dire, “impone” all’Altissimo le proprie decisioni, sostenuto dal potere delle chiavi che gli è stato concesso.

Si tratta di un privilegio esclusivo e di immensa responsabilità per il Papa, garanzia della permanenza della Chiesa e della validità dei Sacramenti per la salvezza delle anime. Infatti, Sant’Agostino1 sottolinea che il Principe degli Apostoli fu l’unico a meritare di udire le parole del Redentore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».

Sorprendente è il fatto che il potere delle chiavi sia stato dato da Dio a Pietro per il bene della Chiesa, e non concesso dalla Chiesa a Pietro e ai suoi legittimi successori, come ben descrive Cornelio a Lapide.2 Senza dubbio, la Santa Chiesa Cattolica ha avuto bisogno e continua a necessitare di questa promessa di immortalità, come attesta la sua bimillenaria e spesso travagliata Storia, segnata da una successione di 266 Pontefici, tra cui 83 Papi santi – 31 dei quali martiri –, ma anche, in contrasto, altri 35 antipapi.3

In un’occasione, il Dott. Plinio immaginava così l’inizio semplice di un’altra giornata del grande Pontefice San Pio X:

«Tutta Roma dorme. […] Il Papa si prepara e si reca nella cappella, dove si disporrà per celebrare l’augusto sacrificio della Messa. Mentre cammina verso il Signore, nella sua anima riaffiorano le preoccupazioni della sera precedente […]. Prima di entrare nell’oratorio, si ferma e getta lo sguardo attraverso una delle grandi finestre del Vaticano. Davanti a lui, i primi raggi del sole baciano l’imponente cupola della Basilica di San Pietro. Nella piazza deserta si erge il famoso obelisco che ci ricorda sempre il motto dei Certosini: ‘La croce resta salda, mentre il mondo gira’. Dalle due grandi fontane che fiancheggiano l’obelisco si leva il suono armonioso delle acque che zampillano e ricadono nelle loro vasche. La luce del giorno comincia a riflettersi più intensamente sulla cupola. E il Pontefice pensa: ‘La Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana! Il Papato!’ E il suo Angelo Custode gli sussurra nell’anima: ‘Tu es Petrus!’»4

Nel corso di venti secoli, dal giorno in cui Nostro Signore ha conferito il Papato all’umile pescatore della Galilea, innumerevoli albe si sono susseguite sui Pontefici che governano la Chiesa, testimoniando la caduta di una miriade di imperi e re che avevano giurato di distruggerla. Le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa, perché non prevarranno contro Pietro. 

 

Note


1 Cfr. SANT’AGOSTINO. Sermo CCXCV, n.2.

2 Cfr. CORNELIO A LAPIDE. Commentaria in Matthæum, c. XVI, n. 19. In: Commentaria in Scripturam Sacram. Paris: Ludovicus Vivès, 1857, vol. XV, p.370.

3 Vi sono lievi discrepanze nei numeri, a seconda delle fonti.

4 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Esplendor áureo. In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno VIII. N. 91 (ott., 2005), p.42.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Altro dall'autore

Articoli correlati